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Se avete studiato tanto prima di scrivere il vostro saggio, la bibliografia è il posto giusto in cui elencare le opere consultate. È da lì che si vede il vostro impegno, quindi non trascuratela!

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Argomenti

In tutte le opere di saggistica (e soprattutto nelle tesi di laurea), la bibliografia costituisce una sorta di biglietto da visita dell’opera: raccoglie tutti i documenti (cartacei e digitali) consultati dall’autore nel corso della ricerca. È collocata solitamente alla fine, a corredo del volume, e di fatto al lettore basta darle un’occhiata per capire quanto impegno e quanta ricerca abbia dedicato l’autore alla sua trattazione. Quindi attenti a non trascurarla!

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Redazione in corso d’opera Solitamente la bibliografia si comincia a scrivere fin dall’inizio, man mano che raccogliete i dati per il vostro studio, per non dimenticare gli strumenti su cui, passo dopo passo, avete basato le vostre teorie. All’inizio del lavoro prenderete nota dei titoli che hanno contribuito a darvi un’idea chiara del cosiddetto “status quaestionis”, ovvero di tutto ciò che fino a quel momento è stato detto sull’argomento. Poi, nel corso della ricerca, aggiungerete tutte le opere degli studiosi che avete consultato per approfondimento o per confronto. Vi conviene prendere nota anche delle bibliografie a loro volta riportate nei saggi consultati, così da avere a disposizione fin da subito una grande quantità di materiale. Farete sempre in tempo, alla fine, a fare una cernita al suo interno, capendo bene cosa serve davvero al lettore e cosa no. Imparerete durante la lavorazione quali autori non potete non menzionare sull’argomento e quali opere sono fondamentali. Prendete anche degli appunti di commento, vi torneranno utili al momento della redazione finale definitiva.

Note e/o bibliografia? Se il vostro saggio è divulgativo, è bene che le note siano ridotte ai minimi termini, se non evitate del tutto. Nel qual caso la bibliografia finale, sotto forma di elenco, darà conto di tutto ciò che è stato consultato, in ordine alfabetico per autore e, se volete, anche ordinato per capitoli o per tipologia (ad es. fonti, studi critici, prontuari).Se il testo è riccamente corredato di note, anch’esse di tipo bibliografico, si potrà scegliere come organizzare il materiale. Varie le possibilità:

Come citare le opere I dati bibliografici che devono essere presenti in bibliografia sono sempre gli stessi (con minime varianti) in qualunque casa editrice o per qualunque università voi stiate pubblicando. Quello che può cambiare è la disposizione (ad es. prima la città di edizione poi il nome dell’editore, o viceversa), gli stili (ad es. di solito il maiuscolo o maiuscoletto per gli autori; il corsivo per titolo e sottotitolo, ma si può anche differenziare se titolo di articolo o titolo di monografia), l’uso di virgolette « » oppure “ ” per le riviste o per i titoli, ecc.Ciò che è importante, per chi legge, è che lo stile e la disposizione dei dati che avete stabilito in partenza sia costante in tutto il libro, nelle note come in bibliografia e dal primo titolo all’ultimo. In questo modo basterà il colpo d’occhio per individuare ciò che ci interessa. Ma vediamo nel particolare quali sono i dati bibliografici imprescindibili per i diversi tipi di pubblicazione.

Come citare le monografie È l’esempio di dato bibliografico più semplice: devono essere sempre presenti i seguenti elementi, separati uno dall’altro tramite la virgola:

Come citare i volumi miscellanei In caso di testi composti da più contributi di autori diversi, normalmente è indicato il nome del curatore o dei curatori che si sono occupati di raccogliere e di supervisionare il testo nella sua complessità. Se ci sono non dimentichiamo di menzionarli:

Altra cosa sono gli atti dei convegni, in questo caso non vanno omessi neanche il luogo e le date in cui si è svolto il convegno:

Come citare gli articoli e i saggi Quando citate un articolo, dovrete sempre riportare il titolo dell’opera in cui è contenuto (che si tratti di rivista, atti di un convegno, opera collettanea), i dati di pubblicazione del volume, e le pagine di inizio e fine saggio (o solo di inizio seguito da “sgg.”: “pp. 314-326” oppure “pp. 314 sgg.”). In particolare:

Come citare i documenti Se citate un articolo o una pagina trovata in internet, i dati da riportare sono più o meno sempre quelli. Il nome del sito va scritto per esteso senza omettere l’indicazione del protocollo, ossia la parte iniziale (es.: http://), ed evitando il più possibile di spezzarli. Ricordate di verificarne sempre l’esattezza mediante “copia/incolla” sul browser (perché anche un solo carattere diverso, come una minuscola al posto di una maiuscola, rende inutilizzabile l’indirizzo). La data dell’ultima consultazione vi tutela da eventuali fastidiosi equivoci.

Titoli in lingua straniera Nella citazione dei titoli in lingua straniera, gli usi redazionali dell’italiano differiscono leggermente da quelli utilizzati convenzionalmente nelle altre lingue. Solitamente le formule standard quali “a cura di” vanno riportate nella lingua di appartenenza dell’opera (diventando ad es. “ed. by”, “éd. par”, “hrsg. von”). Allo stesso modo il buon senso vuole che il luogo di edizione sia espresso in lingua originale (Paris, London, Den Haag, e non Parigi, Londra, L’Aia). Anche per quanto riguarda i titoli ci sono delle convenzioni:

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#PayPal4Palestine

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PAYPAL

Chiediamo a PayPal di garantire i propri servizi anche ai Palestinesi dei Territori Occupati di Cisgiordania e Gaza.

PayPal non consente ai Palestinesi dei Territori Occupati di Cisgiordania e Gaza di utilizzare i propri servizi di pagamento online. Ma fornisce lo stesso servizio ai coloni israeliani negli insediamenti dichiarati illegali dalla comunità internazionale*.

Questa disparità di trattamento per persone che vivono a pochi metri di distanza è una gravissima discriminazione , che ha pesanti ripercussioni soprattutto sulle nuove generazioni.

In un Paese che ha uno dei tassi di disoccupazione giovanile più alti del mondo e in cui più del 38% della popolazione vive in povertà , il nascente settore tecnologico è uno dei pochi in crescita e in grado di dare una speranza ai giovani. Ma senza PayPal rischia , così come tante altre attività commerciali, di essere paralizzato dalla difficoltà di effettuare o ricevere pagamenti internazionali online.

Chiediamo a PayPal di rendere disponibili i suoi servizi a tutti i Palestinesi , rispettando le linee guida internazionali.

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#EndDiscrimination #PayPal4Palestine

FORSE NON TUTTI SANNO CHE…

PayPal ha il dovere di rispettare i diritti umani e, in linea con i principi guida sulle attività economiche e i diritti umani delle Nazioni Unite ( UNGP ), di impedire che le proprie attività abbiano ricadute negative anche indirette sui diritti delle persone. Per questo, dovrebbe porre fine a questa palese violazione del diritto internazionale che deriva dall’erogazione del proprio servizio a compagnie e soggetti individuali insediati illegalmente nei territori palestinesi.

• PayPal in passato ha saputo fare la cosa giusta, e insieme possiamo fargliela fare di nuovo . Nel 2016, infatti, l’azienda ha coraggiosamente cancellato il piano di apertura di un proprio centro operativo globale da 400 posti di lavoro in North Carolina a seguito dell’approvazione di una legge statale che ha ridotto le tutele per le comunità LGBTQ+.

• Nonostante l’occupazione, il tasso dei giovani laureati palestinesi ( 25% ) è analogo a quello dell’Italia. Ogni anno, la Palestina produce 2.000 laureati in informatica ; estendendo i propri servizi, PayPal può aiutarli a trovare lavoro e sviluppare le proprie start-up, contribuendo all’espansione dell’intero settore e mettendo fine al malcontento di politici, imprese e utenti della stessa PayPal sensibili a questa palese violazione di diritti .

• A gennaio 2017 ActionAid ha contattato Dan Schulman, CEO di PayPal, ma l’azienda non ha agito concretamente per risolvere la questione. ActionAid appoggia la mobilitazione internazionale #PayPal4Palestine , che finora ha ricevuto da PayPal solo risposte vaghe e insoddisfacenti .

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/ Catalogo / Il complesso del denaro
Franziska zu Reventlow
Franziska zu Reventlow
Romanzo
Traduzione di Renata Colorni Bikkembergs REvolution 186 amazonshoes crema YsQhGPnQoN
1983, 2ª ediz., pp. 128 isbn: 9788845905483 Temi: Pepe Jeans London Garret Sailor amazonshoes bianco Primavera bhF4c1u
€ 8,00 -15% € 6,80
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Autore
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Risvolto
Al tempo in cui la psicoanalisi era ancora una curiosità, la protagonista di questo romanzo – donna di trascinante simpatia e vivezza – si stabilisce in una casa di cura perché un giovane analista le ha spiegato che soffre di un «complesso del denaro». Ma la paziente a tutto pensa salvo a prendere sul serio l’idea di curarsi. Stare in clinica significa per lei innanzitutto sfuggire per qualche tempo ai creditori, nell’attesa che si creino nuovi debiti e soprattutto che si manifesti quell’essere di cui, con fulminea percezione psicologica, ha colto tutta la potenza: il Denaro, appunto. Gli altri pazienti che la circondano (e presto saranno contagiati dalla sua dottrina) le appaiono tutti guaribili, più che con qualche sommovimento dell’inconscio, con una opportuna somministrazione di Denaro. Come Groddeck in una memorabile serie di «lettere a un’amica» aveva raccontato le avventure e i capricci dell’Es, così Franziska zu Reventlow ha tracciato con penna leggera e pungente, nelle lettere a un’amica che compongono questo romanzo, alcuni esilaranti capitoli dell’epos di quella potenza parallela, non meno duttile ed elusiva. È una storia di beffe, sogni e desideri, che ruota intorno a eredità, banche, fallimenti, casinò, imprese truffaldine come intorno ad altrettanti pianeti della psiche. L’inverosimile vicenda è puntualmente autobiografica. Pubblicato per la prima volta nel 1916, questo è il primo romanzo che viene tradotto in Italia di Franziska zu Reventlow, figura affascinante, audace e ironica della Monaco di Wedekind, di Klages e di George.
Autore
Franziska zu Reventlow
Volumi della stessa collana
Orazio
Odi
L’inesauribile poesia di Orazio nelle versioni di Ceronetti.
Hervé Clerc
A Dio per la parete nord
«“Chi consegue l’unità” dice l’Upanishad “si lascia alle spalle la morte”. Non so se sia vero, ma ho voluto verificare» (H. Clerc).
Henry Miller
Giorni tranquilli a Clichy
La scoperta di una Parigi che prima di questo libro non esisteva.
Fëdor Dostoevskij
La mite
L’ultimo grande racconto dostoevskiano – il più potente, tremendo, perfetto.
Lafcadio Hearn
Ombre giapponesi
«Chiunque finga di non credere ai fantasmi di qualsiasi tipo mente a se stesso. Ognuno è abitato da fantasmi».
Tommaso Landolfi
A caso
«Landolfi ha la qualità e la vocazione per metter mano, ora, subito, al mutamento della letteratura italiana» (Giorgio Manganelli).
Paolo Zellini
La dittatura del calcolo
Dieci riflessioni che affrontano un tema capitale.
Simone Weil, André Weil
L'arte della matematica
Un carteggio gioioso e intenso, sfolgorante d’ingegno, tra uno dei maggiori matematici e una delle più grandi menti del Novecento.
Thomas Bernhard
Camminare
« è grandioso. Un Bernhard completo. Certo, quello più estremo, più risoluto, più coerente» (Siegfried Unseld).

ADELPHI EDIZIONI S.p.A

ASSITV è un blog di notizie assicurative, creato da Leonardo Alberti ex-manager nel settore assicurativo oggi imprenditore a tutto tondo sempre però nel campo delle polizze.

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